Ci sono cose nella vita che non riuscirai mai a dimenticare.
Pur sforzandoti, resteranno impresse nella tua memoria e, peggio ancora, nel tuo cuore.
Il dolore, la gioia, l’amore, la solitudine, il passato… Sono eventi che condizioneranno per sempre la tua esistenza.
Ed è stato così anche per me.
Me, io…
E io poi chi sono?
Insomma, io…
Io mi chiamo…
Non importa com’è che mi chiamo. Per voi, io sarò ”Nessuno.” Che poi per tutta la vita mi sono rivista nel nulla, nelle cose a cui non si da importanza, nel buio.
Non sono un’idea geniale come quella avuta da Ulisse per sfuggire al mitico e sciocco Polifemo. Sono ciò che scrivo, che metto su carta bianca, un po’ per noia, un po’ perché non mi va più di essere Nessuno.
Non ho talento, sono solo parole.
Sono una ragazza, questo è certo, forse una donna, magari una bambina, un diavolo, un angelo, non si sa.
Non so esattamente chi sono. Non so perché sono qua. Non so la vita cosa voglia da me. Che poi non siamo mai andate d’accordo e non inizieremo adesso a farlo.
Sono nata in un giorno qualunque, in un mese qualunque. Il mio esser qui non ha di certo cambiato il mondo.
Non ho scoperto una cura contro il Cancro e non ho inventato il teletrasporto. Non ho la bravura di J. K. Rowling* e non ho assolutamente vissuto la vita e gli eccessi di Mr. Hank*.
So di non valere uno spiccio.
Sono il regalo di Natale che non ti aspetti, un tasto rotto di un pianoforte nel ben mezzo di un concerto. Sono i capelli che non riescono proprio a star su come si deve prima di un appuntamento, sono il freddo che ti gela l’anima, sono la tazza di caffè rovesciata sul tuo libro preferito, sono la neve nel ben mezzo della Primavera: inaspettata ma meravigliosa.
Che poi so che non sono un pasticcino così appetitoso.
Non sono una donna di cui ti innamoreresti. Una di quelle per cui perderesti la testa, una bella da vivere, una così facilmente semplice, comune, normale, una come tante. Non sono una che si limita ad amarti e non a rubarti l’anima. Sono la donna che ti manderebbe probabilmente in rovina. Sono quella che irromperebbe nella tua vita come un uragano, una tempesta violentissima. E tu, tu sei una casa fatta interamente di paglia, un castello di carte o semplicemente un uomo che ha così tanta poca stima di se da lasciarsi travolgere da una chioma stracolma di ricci e uno sguardo di chi non ce la fa più. Magari ti spezzerò il cuore o sarà il mio a rompersi nuovamente.
O mi ami o scappi.
E gli uomini, da me, vanno via.
Non ti volteresti a guardarmi per strada. E se lo facessi, sarebbe soltanto per ammirare la mia camminata sgraziata. Non penseresti mai di amarla una così, una con quella testa lì.
Mille problemi, mille paranoie, mille perché.
Una donna con un mondo nella sua testa. E chi te lo fa fare di scoprire un mondo diverso da quello che già c’è! Quello che c’è non è un granché, figuriamoci uno inventato da sé.
Non conosco tante cose, sono un ignorante, probabilmente una che preferisce stare nell’angolo, star ferma e lasciar scorrere il tempo. Non ho mai preso la vita a morsi e non sono soddisfatta di ciò che è stato. So di non sapere e so di non essere. L’unica cosa che conosco, che poi non ricordo, è il racconto di mia madre, grandissima donna, che ricorda di aver messo piede in clinica con un enorme pancione coperto da un giaccone imbottito e con le mani raggrinzite dal freddo e di aver poi lasciato l’ospedale con un uragano tra le braccia e un’afa indimenticabile.
Sarà che perfino Dio si è accorto che in me c’era, e forse c’è ancora, qualcosa che non va.
― Rosa Equestre; la solita. (via volevosoloessereamata)
Due cretini che scoprono il mondo! Ed è bellissimo ‘sto mondo. Perché ci abbiamo messo cosi tanto? “Mi piace quando sei dolce, mi fai sentire protetto.” Io gli do sicurezza. Io? Io che non sono capace nemmeno di badare a me stessa, io, io mi prendo cura di lui senza saperlo. Io che sono tanto fragile, io cosi piena di perché, gli faccio da scudo. Ho bisogno di lui. Ha bisogno di me. Forse è lui fragile, forse è lui quello che ha molta più paura di soffrire più di quanta ne ho io. È raro. È una di quelle persone che si fa fatica ad incontrare nella vita. “Da quando ti ho conosciuta ho iniziato a vivere.” E come fa il cuore a non sciogliersi? “Non ti farò mai del male” e io davvero non gli farò mai del male. Come potrei? Mi bastano i suoi occhi per mandare a puttane qualsiasi cosa. Ogni cosa, anche la più sporca, ha un altro sapore. Sono così felice tra le sue braccia! Sono cosi felice che potrei smettere di respirare. Amare ed essere amati non è un’utopia, davvero. Esiste l’amore. C’è, c’è per davvero! “Non andartene. Resta qua! Non importa se non abbiamo un posto dove andare, io voglio farti sentire quanto bisogno ho di te.”
Ma deve andare. “Ferma la macchina!” Un ultimo bacio e una promessa ad un altro incontro con la felicità.
― Rosa Equestre; la solita (via volevosoloessereamata)